I 17 punti dell’SDGs fanno parte dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ed insieme ai restanti 169 sotto-obbiettivi mirano a porre fine alle diseguaglianze ad estinguere la povertà ed a favorire lo sviluppo economico sostenibile in tutto il pianeta. Sono anche al servizio dello sviluppo ecologico e del monitoraggio dei cambiamenti climatici.
Abbiamo già introdotto l’argomento degli SDGs in un altro articolo, clicca qui per leggerlo se te lo sei perso oppure continua nella lettura per approfondire il secondo punto!
Il secondo punto
Il secondo punto dell’Agenda 2030 è “Zero Fame” (Zero Hunger). L’obiettivo è di porre fine entro i prossimi 15 anni alla fame e tutte le forme di denutrizione e malnutrizione nel mondo, in quanto la qualità del cibo è importante quanto la quantità di cibo.
Inoltre mira anche agli aspetti economici, come ad esempio a raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei piccoli agricoltori entro il 2030. Inoltre, per evitare un aumento di produzione di cibo che potrebbe danneggiare l’ambiente, è dotato di disposizioni riguardanti l’agricoltura sostenibile.
Sotto-obiettivi: porre fine alla fame, realizzare la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile
L’Agenda comprende Obiettivi e sotto-obiettivi, andiamo quindi approfondire singolarmente i sotto-punti di “Zero Fame”, ricordando che tutti sono da attuare entro il 2030.
2.1: Porre fine alla fame e garantire a tutte le persone, in particolare poveri e le persone in situazioni vulnerabili, tra cui i bambini, l’accesso a cibo sicuro, nutriente e sufficiente per tutto l’anno.
2.2: Porre fine a tutte le forme di malnutrizione, raggiungendo gli obiettivi concordati a livello internazionale sulla nutrizione dei bambini sotto i 5 anni di età, sul soddisfare le esigenze nutrizionali di adolescenti, donne in gravidanza e in allattamento e persone anziane.
2.3: Raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di cibo su piccola scala, in particolare delle donne, dei popoli indigeni, famiglie di agricoltori, pastori e pescatori, anche attraverso un accesso sicuro e paritario a terreni e alle altre risorse produttive, alle conoscenze, ai servizi finanziari, ai mercati e alle opportunità di valore aggiunto e di occupazione non agricola.
2.4: Garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e implementare pratiche agricole che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a mantenere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento e la qualità del suolo.
2.5: Mantenere la diversità genetica di semi, piante coltivate e animali da allevamento e domestici e le loro specie selvatiche affini, e promuovere l’accesso e la condivisione equa dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche e delle conoscenze condivise.
2.a: Aumentare gli investimenti, servizi di ricerca e di divulgazione agricola, lo sviluppo tecnologico e le banche di geni vegetali e animali, al fine di migliorare la capacità produttiva agricola nei paesi in via di sviluppo e particolarmente in quelli meno sviluppati.
2.b: Correggere e prevenire restrizioni commerciali e distorsioni nei mercati agricoli mondiali.
2.c: Adottare misure per garantire il corretto funzionamento dei mercati delle materie prime alimentari e facilitare l’accesso alle informazioni di mercato, anche per quanto riguarda le riserve di cibo, al fine di contribuire a limitare l’estrema volatilità dei prezzi del cibo.
Quasi 800 milioni di persone al mondo sono denutrite, e la maggior parte di queste sono donne e bambini. La domanda globale di cibo, considerando la rapida crescita, aumenterà sempre di più e si stima che la produzione alimentare mondiale dovrà essere raddoppiata entro il 2050.
Circa il 70% delle persone considerate denutrite devono direttamente o indirettamente all’agricoltura il loro sostentamento, sono quindi i piccoli agricoltori a rischio di denutrizione.
Nonostante negli anni la situazione in molti paesi sia migliorata, ancora tantissime persone nel mondo soffrono la fame e la malnutrizione. Perseguire gli Obiettivi è quindi un dovere di tutti noi, perché tutti possiamo contribuire a un mondo migliore.
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